Qualora la persona non appaia in grado di curare i propri interessi, possono ricorrere i presupposti per l’applicazione della misura dell’amministrazione di sostegno.
L’amministrazione di sostegno può infatti pronunciarsi nell’interesse reale e concreto, inerente alla persona e/o al patrimonio del beneficiario, anche con riguardo alla prodigalità.
Se varie sono le condotte assurte ad indici della conclamata prodigalità: pluralità di prestiti, debiti, spese per giochi sproporzionate rispetto al trattamento pensionistico.
La prodigalità è stata definita un comportamento abituale caratterizzato da larghezza nello spendere, nel regalare o nel rischiare in maniera eccessiva ed esorbitante rispetto alle proprie condizioni socio-economiche ed al valore oggettivamente attribuibile al denaro.
La sua derivazione può, inoltre, non dipendere da specifica malattia o infermità, ma può tradursi in atteggiamenti lucidi, espressione di libera scelta di vita e ricollegabile a motivi futili.
E’ stato così ravvisato il presupposto per l’apertura dell’amministrazione di sostegno nel caso di soggetto dedito continuamente al gioco e che ivi faccia confluire tutti i suoi averi, contraendo altresì prestiti per alimentare tale pregiudizievole attività.
Corte di Cassazione, sez. I, Sentenza 28.12.2023 n. 36176

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