RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In questa calda estate deve essere sfuggita a molti la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea pubblicata il 1° agosto, che riguarda il diritto di ogni richiedente asilo a ricevere accoglienza, cui corrisponde l’obbligo degli stati di provvedere, senza eccezioni, senza giustificazioni.
Sicuramente è sfuggita alla Prefettura di Trieste: a fronte delle denunce pubbliche circa i numeri delle persone abbandonate in strada, lasciate in attesa per giorni e giorni dalla questura, l’unica “attenzione” ricevuta da parte delle istituzioni è stata la sottrazione a cura del Comune delle coperte e di pochi beni personali donati da una rete privata.
Eppure, la presenza di oltre un centinaio di essere umani che trovavano riparo sotto la tettoia del Porto Vecchio è ben nota a tutti, dal Sindaco, al Prefetto, a chiunque legga i giornali o guardi un telegiornale. 
Martedì 2 settembre le previsioni del tempo si mettono al peggio: nel pomeriggio arriva l’attesa bomba d’acqua e poco dopo cominciano a circolare i primi video con gli autobus che fanno fatica a procedere, i primi allagamenti in centro, il crollo di un muro.
Nessun militare questa volta, né i vigili urbani eleganti nella bianca divisa estiva, che un paio di settimane fa hanno supervisionato le operazioni dell’Italspurghi che ha buttato appunto i beni delle persone abbandonate in strada. Non c’era lo splendido cane lupo antidroga, né la Protezione civile, né i vigili del fuoco sicuramente impegnati altrove.  
In Porto Vecchio non si è vista nessuna autorità.
Un padre missionario argentino ha aperto per la notte le porte della sua Chiesa. Nel 2025, viene da dire che c’è ancora speranza se c’è ancora qualcuno capace di vedere, condividere, agire.
Laicamente, sento ancora con rimpianto l’eco di Francesco che chiede una chiesa “ospedale da campo”, mentre i nostri ministri brandiscono rosari o portano i disegni dei figli in Vaticano.
I video di Porto Vecchio allagato cominciano a circolare, gorgoglia l’acqua che sale dal sottosuolo. Poi ricevo altri video, più osceni: i rider che sotto la pioggia torrenziale stanno effettuando le consegne di cibo a domicilio. Chi ha ordinato? Chi ha spedito i propri dipendenti?

Mercoledì 3, la mattina torna il sole che scalda, e le persone vanno a pulire il proprio androne  – c’è fango e nulla è recuperabile, 
Stamane Italspurghi non c’era, magari sono stati impegnati a liberare caditoie altrove … 

Buon cambiamento climatico a tutti

Marianna Buttignoni

The featured image (which may only be displayed on the index pages, depending on your settings) was randomly selected. It is an unlikely coincidence if it is related to the post.

Lascia un commento