I momenti del dovere – dell’impegno e dell’osservanza, della responsabilità e dell’onere – nel mondo del disagio: fare le cose che competono, tecnicamente, andare a lavorare, non indurre in tentazione gli altri, passare a prendere i bambini a scuola, rispettare la parola data.
Gli obblighi personali come fondali, immancabili, imperativi a 360°, essenziali in un sistema che voglia funzionare davvero; e ciò su entrambi i versanti che interessano.
(a) Tutto quello, anzitutto, che si vedranno chiamati a compiere – in termini di cura, assistenza, porte aperte al Centro, soccorso casalingo – i servizi socio-sanitari, gli uffici giudiziari, i familiari, i debitori, la pubblica Amministrazione: con quanta solerzia debbono assolversi le mansioni professionali, pro assistito?
(b) Come sarà obbligato a comportarsi quest’ultimo/a – sul terreno dei soldi, nelle scelte relative ai farmaci, per strada, sul lavoro – tenuto conto della famiglia che lo attornia, dei creditori, degli allievi, del bambino che c’è in grembo, di chiunque abbia titolo per aspettarsi qualcosa da lui/lei: quanti passi indietro dovranno compiere le scusanti, l’eroina, le dolcezze insidiose, i benefici secondari della malattia, gli sprechi incoscienti? Le imposizioni pecuniarie ai nonni, il piccolino lasciato piangere, le arroganze più vili, gli egoismi di comodo?

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