La nostra Associazione di volontariato (La Cordata. Gruppo di amministratori di sostegno, tutori e curatori O.D.V.) ha avuto la fortuna e l’onore di intercettare il prof. Cendon e di invitarlo a Bra per convegni, seminari, ecc.

E’ venuto di persona per ben 4 volte e la sua presenza è stata particolarmente gradita e apprezzata. In genere arrivava nel tardo pomeriggio, cenavamo con lui possibilmente già nell’albergo che lo avrebbe ospitato la notte. Erano cene semplici, quasi frugali, ma con dialoghi, discorsi belli, sereni e curiosi. Con noi non c’erano giuristi, giudici o politici ed era veramente piacevole: lui voleva che ciascuno di noi si presentasse ed era contento di conoscerci.

Ricordo che gli cercavamo un albergo che garantisse un assoluto silenzio e lui ne è sempre rimasto contento. Oltre alle spese per l’autista, non si è mai fatto pagare; proponeva di versare un contributo a “Persona&danno”, in base alle nostre possibilità.

Ha voluto nel 2014, che la testimonianza della nostra associazione fosse inserita tra le relazioni in occasione del convegno decennale per l’approvazione della Legge 6. Questo fatto, insieme ad altri, ha dimostrato che per il Professore, anche le esperienze grezze, quelle dei comuni cittadini di buona volontà, hanno diritto di essere riconosciute e fatte conoscere.

In ultimo, ha dato il suo importante contributo, attraverso un collegamento on line, nel giugno 2022 in occasione dell’apertura dello Sportello di prossimità presso il Comune di Bra. Ha delineato in modo veramente magistrale le caratteristiche e i compiti dello sportello.

Poi più volte mi ha detto che sarebbe tornato volentieri a Bra e ci ha incoraggiato ad organizzare un convegno sul PEV, per lanciarlo in grande, convincendo anche i politici. Noi li stavamo già facendo e attualmente, pur con difficoltà, stiamo continuando.

In occasione dei 10 anni dell’associazione, ho chiesto di dedicarci un pensiero e lui ci ha mandato uno scritto che non solo ci ha fatto molto piacere, ma ci ha dato coraggio per continuare il nostro impegno.

I numerosi contatti telefonici erano sempre per stimolarci, farci delle proposte, come quella di scrivere un libretto per la collana Fragilità, o scrivere delle storie vere, che lui avrebbe raccolto e forse pubblicato.

Anche da lontano, il Professore è stato la nostra guida, la nostra “stella cometa”; tutto ciò che lui ha trasmesso rimane impresso nel nostro cuore e ci incoraggia a proseguire il nostro cammino.

Se il nostro impegno si arenasse, sarebbe come tradirlo e non possiamo permettercelo: lo dobbiamo a Paolo, per quanto ci ha voluto bene e ci ha guidato in tutti questi anni.

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