La Corte di appello confermava la condanna di un padre per la violazione degli obblighi di assistenza familiare nei confronti del proprio figlio, invalido civile al 100% che quale persona offesa, risultava essersi costituito parte civile, attraverso l’amministratore di sostegno peraltro mutato nel corso del processo.

Nell’impugnare tale decisione l’imputato lamenta, fra l’altro la mancata estinzione del reato per remissione di querela presentata, nella qualità, dall’amministratore di sostegno della persona offesa e da lui accettata, non ricorrendo i presupposti per le procedibilità d’ufficio.

La corte di cassazione adita ritiene d’altra parte che il diritto personalissimo di remissione di querela nell’interesse e per conto del beneficiario di ads possa essere esercitato efficacemente solo nel rispetto delle norme processuali, le quali contemplano fra i soggetti legittimati la persona offesa o un suo procuratore speciale.

Nella fattispecie esaminata, in particolare, i documenti a disposizione dell’organo giudicante non risultavano sufficienti, in quanto generici, a legittimare tale atto.

Notizia tratta dalla sintesi della sentenza n. 29628/2025 

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