La vita è strana …ti regala cose belle e tu le accogli perché sai che sono belle e vorresti che non
finissero mai.
Poi, perché la vita è strana… le cose belle svaniscono, come polvere al vento.
Rimani, quindi, a pensare a quanto è stato intenso il lungo periodo in cui hai conosciuto storie,
persone, luoghi, libri perché hai creduto in un progetto e lo hai fatto tuo.
Hai lasciato il tuo posto e sei partita … Firenze, Roma, ancora Roma, Trieste, Catania, Perugia e di
nuovo Perugia.
C’era un magnetismo strano in questo esserci, partecipare, esprimersi, proporre, scrivere per
tutelare la fragilità e, contemporaneamente, per affermarla.
Paolo Cendon è stato il faro di questa luce.
Alto, canuto, barbuto… l’ho conosciuto sui libri e poi è stato mio amico.
Quante ore al telefono, quante email, quanta tenerezza, quanta fragilità e quanta forza ci siamo
scambiati in questi anni?
Consigli, supporto, gioie, dolori, sullo sfondo di un libro da scrivere, di un testo legislativo da
elaborare, di un concetto giuridico da applicare.
Una manciata di anni è vero ma lunghi quanto una vita.
Una fase della mia esistenza si è intrecciata a quella di Paolo attraverso la cui aura ho respirato vite
di altri e ho incontrato l’umanità di un mondo difficile.
Nelle sue visioni Paolo Cendon ha volato alto, altissimo… ha immaginato un diritto a misura d’uomo
e lo ha reso concreto affermando concetti giuridici che sono diventati disciplina positiva.
Impossibile non seguire questa scia luminosa…
La polvere di stelle è evanescente ma non si disperde, vaga per l’universo infinito trasmettendo luce
al buio ed ora io ti immagino così Paolo … polvere di stelle luminosa nello spazio cosmico.

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