Capire l’etimologia di una parola è importante per comprenderne il valore.

E allora vi siete mai chiesti da dove nasca la parola genocidio?

“uno dei grandi errori del 1918 è stato quello di risparmiare la vita civile dei Paesi nemici, perché noi tedeschi dobbiamo essere in termini di numeri sempre almeno il doppio dei popoli dei Paesi contigui. Siamo quindi costretti a distruggere almeno un terzo dei loro abitanti. L’unico mezzo per farlo consiste nella denutrizione organizzata, che in questo caso si rivela migliore delle mitragliatrici”, diceva il  Maresciallo Von Rundstedt.

Riscattiamo il ruolo degli avvocati che hanno immense responsabilità per il degrado della nostra civiltà ma talvolta hanno anche intuizioni magnifiche.

Raphael Lemkin, avvocato ebreo polacco scrisse un libro pubblicato nel 1944 Axis Rule in Occupied Europe Il dominio dell’Asse nell’Europa occupata e coniò la parola genocidio.

Così egli ci spiega: Hitler aveva ragione. Il crimine del Reich nello sterminare volutamente e deliberatamente interi popoli non è del tutto nuovo nel mondo. È nuovo solo nel mondo civilizzato che siamo giunti a concepire. È così nuovo nelle tradizioni dell’uomo civilizzato che non esiste un termine che lo definisca. È per questo motivo che mi sono preso la libertà d’inventare la parola “genocidio”. Questo termine deriva dalla parola greca ghénos, che significa tribù o razza, e dal latino caedo, che significa uccidere. Il genocidio deve tragicamente trovare posto nel dizionario del futuro accanto ad altre parole tragiche come omicidio e infanticidio.

Egli definì genocidio come un piano coordinato di azioni diverse che mirano alla distruzione delle basi essenziali della vita di specifici gruppi di popolazione, con l’obiettivo di annientare i gruppi stessi.

Che fosse coniata da un ebreo, nel periodo dell’occupazione nazista, che sia stata utilizzata per scrivere la Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Delitto di Genocidio approvata il 9 dicembre 1948, le Nazioni Unite sulla scia degli orrori nazisti non significa che detta parola non possa essere usata per altre e diverse realtà. 

Gli armeni non furono oggetto di un genocidio? 

Distruggere ospedali, fonti di energia, escludere l’approvvigionamento dell’acqua, porre assedio a 2 milioni di persone, bombardare casi di civili, sparare alla folla in fila per il cibo, dichiarare in interviste e in atti parlamentari la volontà lucida di annientare l’intera popolazione di Gaza, distruggere gli olivi in Cisgiordania per dare terra ai coloni. Non è forse genocidio?

Lemkin voleva creare uno strumento che impedisse in futuro i genocidi, non voleva certamente costruire la giustificazione a genocidi a venire.

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