Elvira Reale, Virginia D’Angelo, Protocollo Napoli Associazione Salute Donna,

Il contributo analizza criticamente i protocolli e le linee guida degli psicologi forensi, in particolare il Protocollo di Milano e le linee guida del Lazio, utilizzati nelle consulenze giudiziarie per l’affidamento dei figli. Le autrici evidenziano come tali documenti, fondati su un approccio sistemico-familiare, pongano al centro la riduzione del conflitto e la bigenitorialità, trasformando la consulenza valutativa in un intervento mediativo.

Questa impostazione, secondo l’analisi proposta, risulta metodologicamente e giuridicamente viziata perché tende a ignorare o minimizzare la violenza domestica, non cogliendo la storia reale della coppia e i fatti concreti. La bigenitorialità viene erroneamente elevata a diritto primario del minore, mentre l’ordinamento giuridico e le convenzioni internazionali la configurano come principio subordinato all’interesse superiore del bambino.

I diritti fondamentali del minore – salute, sicurezza, integrità psicofisica e protezione dalla violenza – sono invece primari e incondizionati. La letteratura internazionale dimostra che la violenza domestica, soprattutto nella fase post-separativa, costituisce un grave rischio per donne e bambini e richiede decisioni orientate al principio della “safety first”. Ne deriva la necessità di metodologie alternative di valutazione dell’affido, capaci di riconoscere la violenza domestica come limite insuperabile alla bigenitorialità.

Vai all’articolo pubblicato su PERSONA E DANNO il 16.7.19

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