Un lunedì mattina noto sul davanzale di una finestra del mio studio un nido realizzato alla perfezione da una colomba che vi aveva deposto due uova.
La colomba nota il mio stupore e subito si posiziona sopra le uova e li vi rimane quasi ininterrottamente per un mese.
Mattina, pomeriggio e sera, sempre lì sopra.
In un mese si sarΓ assentata per non piΓΉ di 10 minuti.
Sempre lì.
Quella finestra si trova lungo il corridoio che conduce alla sala stipula e, tutte le volte che passo, la colomba mi osserva, mi riconosce, i suoi lineamenti, mentre mi osserva, sono distesi, sa che non ha nulla da temere.
Quando cala il sole e sopraggiunge lβoscuritΓ e rimango solo in studio, passo a trovarla, Γ¨ sempre lΓ¬, noto una diversitΓ nei suoi lineamenti, un profilo di stanchezza che perΓ² non fa venir meno la sua determinazione, la sua forza.
La colomba sa, anche se nessuno glielβha mai detto, che deve rimane lΓ¬, e vuole rimanere lΓ¬.
Mi domando spesso in quel mese da dove le venga quella consapevolezza, quella volontΓ , quella forza.
Dopo quattro settimane, una mattina, le uova non ci sono piΓΉ: al loro posto vi sono due minuscoli pulcini spelacchiati.
La colomba Γ¨ sempre vicino a loro, mi osserva, i lineamenti distesi e soddisfatti: i suoi sforzi finalmente sono stati premiati, la vita si Γ¨ rinnovata.
Ora perΓ² lo scenario Γ¨ cambiato: la colomba si assenta piΓΉ spesso ma sempre ritorna, apre il becco ed i pulcini vi inseriscono il loro.
I pulcini, ma guardando meglio uno solo di loro inserisce il suo beccuccio, lβaltro pulcino Γ¨ stato meno veloce, ma non si rassegna, vuole anche lui la sua parte di cibo. Non se la prende perΓ² con il pulcino piΓΉ veloce, punzecchia invece la colomba, ripetutamente, in tutte le parti del corpo, Γ¨ come se volesse proporre un reclamo allβistituzione superiore, cioΓ¨ alla colomba, ma la colomba non si scompone, si rannicchia un poβ per attutire i colpi, mi guarda, mi sembra imbarazzata, ma non allontana il pulcino piΓΉ veloce che mantiene il suo beccuccio dentro quello della colomba.
Un cliente mi chiama, devo andare, ma continuo a pensare alla scena appena osservata e mi domando: sarΓ stata debolezza della colomba verso il pulcino piΓΉ veloce? oppure anche allβaltro farΓ pervenire la sua parte di cibo? Certo Γ¨ davvero ammirevole quellβatteggiamento di reclamo allβistituzione piuttosto che uno di aggressione verso il pulcino piΓΉ veloceβ¦
E se non ci fosse cibo per entrambi i pulcini?
In quel caso la colomba sarebbe costretta a scegliereβ¦sperando che possa giungere un aiuto, un sussidio da qualcunoβ¦
Buona Pasqua a tutti, nel ricordo di Paolo Cendon e dei suoi illuminanti racconti letterari.

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.