โโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโโ
La prima espressione corrisponde a ciรฒ che ha dominato, per secoli, lโapproccio alla fragilitร . Atteggiamento non proprio ignobile in sรฉ, mosso da spirito caritatevole, quasi sempre sbilanciato perรฒ; poco accettabile sul versante assistenziale/paternalistico.
โPoveretta, ti รจ andata male nella vita, ci dispiace!โ. โNon preoccuparti se sei nato disgraziato, per fortuna cโรจ chi pensa a teโ. โโSappiamo noi di cosa hai bisogno, abbiamo giร nel cassetto le soluzioni che ti possono servireโ.
Palesi i limiti di impostazioni del genere.
Il fragile che, in partenza, si vede ricacciato entro una data cornice, intonata alla pietร e alla commiserazione. Un individuo che, agli sportelli, non verrร magari respinto, non sempre almeno, non sgarbatamente; neanche perรฒ consultato da qualcuno, interpellato con garbo, rispetto a ciรฒ che va e non va nella sua vita.
A volte sarร lui stesso a chiedere gli venga elargito qualcosa, in termine di inviti, permessi, atmosfere, servizi. Finendo magari per ottenere una serie di provvidenze, ad opera della Pubblica Amministrazione. Alla fine gli potranno essere dette parole del tipo: โโHai visto che cโรจ chi pensa a te?โโ, โโPer stavolta ringrazia la Provvidenzaโโ, โโRipassa magari fra un meseโโ.
Vien da pensare alla โโPiccola fiammiferaiaโโ di Andersen, al libro โโCuoreโโ di De Amicis, a certe considerazioni di Manzoni nei โโPromessi Sposiโโ, di Dostoevskij in โโUmiliati e offesiโโ, a piรน di un personaggio di Dickens o di Victor Hugo.
La concezione promozionale ha orizzonti dโaltro genere. Vede il fragile come portatore di istanze tutte sue, consapevoli e originali; alla base di una combinazione specifica, inconfondibile. Qualcosa che scolpisce lโinteressato, corpo e anima, che lo orienta e sempre lo accompagna; รจ un individuo il nostro che, a volte perfettamente, sa cosa vuole e cosa invece non vuole (Montale).
Conosce i suoi bisogni, li sente in circolazione, nel corpo e nella mente: non riuscirร sempre a esprimerli, intuisce che non verranno tutti esauditi; detesta perรฒ essere compatito per le sue โโdisgrazieโโ. Soprattutto, guarda ai suoi deficit come a emergenze marginali, protuberanze ristrette allโarea biologica e anatomica. Impedimenti secondari nella scala del bene e del male, per il governo โโaccogliente e ragionevoleโโ cui ambirebbe se potesse (infra Cap. 1.6, ยง 13; Cap. 1.19, ยง 16).
In un sistema in cui domini lโegoismo, in cui la solidarietร altrui rimanga ai bordi estremi dei comandi, lโimpostazione promozionale resterร qualcosa di velleitario.
In una societร che scelga la linea contraria, potranno andare altrimenti le cose. Il primo passo, rispetto a chi versi in difficoltร , diviene quello dellโascolto, della mitezza incuriosita. Un riscontro di cittadinanza elementare: cercare come servizio o come angelo custode o come vicario ufficiale di farsi raccontare le intermittenze, di scoprire le ricadute e frustrazioni dellโinteressato.
Si tratterร poi di identificare le autentiche strettoie, per il caso specifico, i lacci veri di cui il protagonista sta soffrendo, a est come a ovest. โโDomani nella battaglia pensa a meโโ. Tracciare quanto prima un programma di โโritocco espansivo e addolcimento grammaticaleโโ, sul terreno della casa, del trasporto, del lavoro, dei social, della scuola, delle relazioni umane.
Se lโinsieme del piano verrร attuato, hic et nunc, allora quellโinvocazione diverrร realtร , โโepifania effettiva del benessereโโ. Se la comunitร fallirร in quel compito, residuerร oggettivamente โ come bilancio – un senso di fallimento evangelico/politico.
Lโimpostazione โโpromozionaleโโ modifica, in definitiva, il ruolo che chiedono e che recitano in scena i deficit di partenza; spostandoli dal centro laboratoriale a un punto di contorno, talvolta fuori del palcoscenico. Il tutto in un sistema quale quello italiano, che si fonda ai nostri fini, come sempre, sullโarticolo 3 della Costituzione, comma secondo: โE` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertร e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.โ
La mancata adozione di quegli aggiustamenti architettonici, capaci di ridare chances e motivi di speranza a chi ne ha bisogno, nel suo labile bozzolo, potrร esporre magari a eventuali azioni di responsabilitร . Lโente che non abbia fatto quanto doveva potrร , in certi casi, essere sanzionato per il danno patrimoniale e non patrimoniale derivante da quellโincuria; per il fatto di aver cioรจ costretto la vittima a unโesistenza scadente, poco luminosa, rispetto alle potenzialitร che esistevano.

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