Saepe debemus mori nec cupimus, morimur nec cupimus. Nemo tam imperitus est ut nesciat se moriturum esse; tamen cum prope accessit, tergiversatur, tremit, plorat… ( Spesso dobbiamo morire e non lo
desideriamo, moriamo e non lo desideriamo. Nessuno è tanto inesperto da non sapere che morirà; tuttavia quando si avvicina, tergiversa, trema, si lamenta… ).
Come scrive il grande scrittore latino Seneca nelle Epistulae ad Lucilium, tutti gli uomini, in modo e intensità diversi, hanno paura della morte. Questa paura è insita perciò in ogni essere umano. In alcuni si manifesta solo in modo indiretto, come un’inquietudine generalizzata o mascherata sotto le apparenze di un diverso sintomo di natura psicologica; in altri si evidenzia in un flusso esplicito e cosciente di angoscia nei confronti della morte; e in altri ancora si mostra come un terrore annichilente che impedisce qualsiasi felicità e realizzazione personale.
La paura della morte viene chiamata tanatofobia, un termine che deriva dal greco thanatos, che significa morte, e phobos, che significa paura, e colpisce milioni di persone in tutto il mondo, generando ansia e ossessioni, non sempre risolvibili con la sola forza interiore, ma che hanno spesso bisogno dell’aiuto di uno psicoterapeuta per essere superate.
Forse, tra le tante paure che attanagliano un essere umano, quella della morte è quella che si può considerare tra le più irrazionali, dato che il solo fatto che si è in vita implica la necessità di morire. Quindi
non la possibilità di morire, ma proprio in quanto essere mortale l’uomo sa che la morte è la sua fine naturale, quindi necessaria. Pertanto, se questo è certo, la paura di morire può rendere la vita un vero e proprio inferno e impedire di goderne appieno. Quando, infatti, la paura della propria morte è intensa e persistente e non è semplicemente un pensiero transitorio, ma una condizione che può influenzare profondamente la vita quotidiana in modo ossessivo e invalidante, può portare a situazioni di evitamento, a limitare le esperienze, che sono il sale dell’esistenza stessa, a impedire emozioni e sentimenti positivi.  
Perché avere paura della morte, non impedisce di morire, ma invece impedisce di vivere con pienezza: la presunzione di una protezione totale non protegge la vita, infatti, piuttosto la invalida, poiché la trasforma
in una semplice sopravvivenza organica. Si vive con la paura di morire e si finisce per morire senza aver fatto nulla nella propria vita se non aspettare la morte. A questo si deve aggiungere la difficoltà di vivere 24
ore su 24 con questa ossessione, che distrugge ogni altro pensiero e fa vivere senza alcuno slancio vitale, in attesa della fine.
Irvin D. Yalom, psichiatra e psicoterapeuta americano di fama mondiale, sostiene, invece, che il dover affrontare l’idea della morte non deve portare necessariamente alla disperazione, né privare la vita di qualsiasi scopo. Al contrario essa può essere una consapevolezza che porta l’uomo a vivere una vita più ricca: anche se la fisicità della morte lo distrugge, l’idea della morte lo salva. Perché proprio l’idea della
morte rende più consapevoli dell’esistenza, della sua finitezza e delle altre caratteristiche immutabili della vita, ma anche più pronti a operare cambiamenti significativi che possano consentire di vivere al meglio il
tempo dato. Ed è il confronto diretto con la morte, secondo Yalom, che dà questa opportunità. E questo può essere il dolore per la perdita di qualcuno che si ama, una malattia che mette a rischio la vita, la rottura
di una relazione intima, traumi dovuti a eventi tragici quali un incendio o una violenza o una rapina, la perdita di un lavoro, l’andare in pensione.
Tutto può confluire in un percorso virtuoso che, pur nella difficoltà dell’accettazione della morte, porti a concentrarsi sul momento presente, apprezzando le piccole cose e trovando gioia nelle attività quotidiane e
negli affetti che rendono l’esistenza un’occasione per incontrare la felicità che nessuno dovrebbe farsi scappare.

The featured image (which may only be displayed on the index pages, depending on your settings) was randomly selected. It is an unlikely coincidence if it is related to the post.

Lascia un commento