Lo scorso lunedì 23 marzo si è riunito il direttivo di Diritti in Movimento al completo, il primo con tutti e sette i componenti, come previsto dallo statuto, dopo l’inaspettata e dolorosa scomparsa del suo fondatore e presidente. L’incontro del direttivo ha fatto seguito all’assemblea dei soci, tenutasi il mercoledì precedente, in cui centrale è stata la volontà di commemorare il prof. Paolo Cendon, amorevolmente ricordato da quanti hanno ritenuto di voler rinnovare con le loro parole l’affetto e l’immensa stima per l’uomo e il giurista, il vero filo rosso, vivo e presente, che continua con forza a tenere uniti tutti i componenti della sua ultima e amata creatura, l’associazione DM, a cui ha lasciato in eredità le sue estreme riflessioni sulle questioni più importanti del suo innovativo pensiero sulle fragilità presenti nella nostra inquieta società.
Nel corso dell’assemblea si doveva votare, tra l’altro, per il nuovo membro del direttivo, in sostituzione del compianto professore. L’unica candidatura pervenuta nei giorni precedenti è stata quella di Fabio Valenza, fraterno amico di Paolo, nonché socio attivo e particolarmente presente sul sito di DM con i suoi interessanti articoli sulle questioni di natura giuridica. Una proposta, quella di Valenza, accolta con entusiasmo dai presenti all’assemblea, che hanno all’unanimità ritenuto di esprimersi positivamente su di lui.
Durante il successivo direttivo, quindi, è stata unanimemente offerta e poi formalizzata la nomina di Fabio Valenza a presidente di Diritti in Movimento. Il nuovo presidente ha accettato il prestigioso incarico con il desiderio di continuare a percorrere il cammino dell’associazione, così come tracciato dal prof. Cendon.
Nel corso dell’incontro, inoltre, il direttivo ha espresso il desiderio di proporre ad Aline Cendon, figlia di Paolo, la qualifica di presidente onorario dell’associazione, in quanto per l’intera comunità degli associati, questa rappresenterebbe un segno significativo di continuità e di profondo legame con la figura del professore, fondatore e insostituibile presidente di Diritti in Movimento, un’associazione che deve continuare a vivere, per dargli ancora voce e lustro.
Buon lavoro, presidente!

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