Giovannino è un bambino felice. Ha solo otto anni, vissuti con tutto l’entusiasmo di cui è capace, grazie al suo carattere dolce e allegro e alla possibilità di avere accanto a sé una famiglia sempre presente, che lo sostiene e lo gratifica.
Ma un giorno, un brutto giorno, la sua vita cambia di botto e quel bambino scompare per sempre, per lasciare il posto a un altro bambino e poi col tempo a un adolescente, molto diverso: chiuso, musone, diffidente, incapace da quel momento di prendersi la felicità anche quando la incontra sulla sua strada.
Giovannino purtroppo ha avuto la brutta disavventura di incontrare un orco sulla sua strada. Quell’uomo senza scrupoli se lo è caricato in auto, con una scusa banale, e lo ha portato in un luogo appartato, dove ha abusato di lui. Proprio di quel bambino felice, sempre sorridente, che si fidava di tutti. Di quel bambino che era una gioia per chiunque stargli vicino.
Da quel momento per Giovannino è tutto cambiato. La sua vita dopo quel terribile giono è diventata una continua sofferenza. All’improvviso ha cominciato ad avere difficoltà a svolgere anche le normali attività quotidiane, come andare a scuola, al parco vicino casa con gli amichetti, in piscina, dove solitamente passava ore a nuotare. E con la crescita le cose sono andate via via peggiorando, tanto che Giovannino non è più voluto uscire di casa, se non per avvenimenti straordinari, non ha più voluto viaggiare, cosa che lui amava tantissimo, come andare a ballare con gli amici.
È arrivato perfino a rifiutare di avere anche una normale relazione con una ragazza, sempre avviluppato com’è nella sua angoscia da non concepire nessuna possibilità di amare.
La violenza subita ha portato a un peggioramento evidente dell’esistenza di Giovannino. Le conseguenze dell’abuso e della violenza subiti sono col tempo diventate gravi e persistenti, sconvolgendo per sempre la normale routine della sua vita, che è decisamente peggiorata.
Giovannino ormai è diventato un adolescente spaventato, confuso, che ha paura degli altri e trova nella solitudine l’unica arma contro l’ansia, diventata sua fissa compagna quotidiana.
Quello che ha subito Giovannino è definito danno esistenziale, che è un danno che si manifesta in un peggioramento delle condizioni di vita di una persona. Non si tratta di un danno economico, ma di una sofferenza esistenziale intesa come perdita di occasioni di vita, limitazione alle normali attività quotidiane, relazionali e di sviluppo personale.
Bisogna, inoltre, ricordare, e il caso di Giovannino ne è una chiara dimostrazione, che il danno esistenziale incide sulle abitudini di vita in modo duraturo e, a differenza del danno biologico di natura psichica, non richiede necessariamente una patologia clinica certificata, ma comprende invece la sfera delle attività quotidiane e relazionali compromesse.
Anna Melillo

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