Il mandato di protezione

 –   Trattasi di una figura già nota all’estero, presente con alterni successi in Europa, che non pochi vorrebbero oggi importare in Italia.

  In sostanza; invece che affidarsi all’amministrazione di sostegno, un soggetto il quale tema di perdere presto o tardi la sua lucidità, per qualsiasi ragione, stipula per tempo un contratto di mandato, quando sta ancora bene, con un altro soggetto. Nel momento in cui si verificherà la condizione supposta, il mandatario entrerà tecnicamente in carica, occupandosi lui degli affari del mandante di lì in avanti, secondo i termini stabiliti nel contratto.

 Gli interpreti nostrani appaiono divisi nel conteggiare/misurare vantaggi, e svantaggi, di una soluzione del genere.

              Opportunità, vantaggi che si fanno valere:

 –  È il fragile stesso che sceglie qui, senza drenaggi esterni del giudice tutelare, colui che dovrà agire in nome e per conto suo, che lo assisterà in futuro; dovrebbe contare pertanto su un massimo di lealtà e fedeltà, rispetto ai propri desideri; mandante e mandatario si   conoscono da tempo, verosimilmente, dovrebbero capirsi al volo, essere in tutto sintonici, il dialogo   promette di essere fervido e positivo.

  – Dovrebbe verificarsi, sotto il profilo oggettivo, un massimo di snellezza operativa, procedimentale: no alla farragine delle cancellerie, scansati gli impacci burocratici, nessuna coda davanti alla porta del giudice, e così via.

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 Inconvenienti di un assetto pan-negoziale –   I punti critici adesso:

  – Confezione dell’abito su misura, cronologia: sarebbe logico che la messa a punto ‘’ago e filo’’ avvenisse allorché si manifestano gli annebbiamenti, non già prima; col mandato il riferimento sartoriale è invece a un tempo anteriore, quello in cui il contratto viene stipulato; il che (visto che non se ne saprà abbastanza allora circa le ombre future) appare piuttosto incongruo.

  – Entrata in funzione: non è chiaro quando il mandatario dovrebbe entrare in campo, materialmente; si parla del momento in cui, secondo una perizia, la lucidità nel mandante sarà venuta meno; il problema è che in certi casi, a basso tenore medico–legale (prodigalità, ingenuità, arretratezze patologiche, deficit culturali, disagio burocratico, influenzabilità affettiva), quel momento può apparire alquanto sfuggente.

  – Suggerimenti dell’affettività, della voglia di tenerezze, paura della solitudine: allorché il fragile si affidi per la gestione a qualcuno caro al suo cuore, fonte per lui di correnti/afflati sentimentali, è troppo alta a volte la probabilità che una volta in carica, gettata la maschera, l’affidatario beneamato passerà il tempo a spolpare finanziariamente il suo protetto (neanche andando incontro magari a condanne penali).

  – Familiare, nonché futuro erede, come ‘’mandatario di protezione’’: il pericolo è stavolta quello di una gestione poco dinamica, del tutto passiva, parsimoniosa ai limiti della grettezza; tesa a far sì che, dalle casse di quel fragile, esca periodicamente la minima quantità possibile di denaro;

  – Limiti del rendiconto: l’obbligo di rendiconto può garantire contro il rischio di sprechi pecuniari, di malversazioni attive, non già rispetto all’eventualità di gestioni spilorce, taccagne, per quel certo fragile (i cui desideri figureranno sistematicamente disattesi);

   –  Fragili    oppositivi: lo schema del mandato si addice, per sua natura, a frangenti in cui tra le parti domini l’armonia, la miglior concordia, non già al caso di un mandante affetto, per ipotesi, da demenze o da dipendenze bellicose, irascibili e contrastive (emerse solo più tardi); situazioni in cui ciò che il mandatario dovrebbe fare in concreto, per adempiere al suo incarico, sarà spesso ciò che il mandante ormai disdegna, magari temerariamente, che non vuole comunque più per sé.

  –  Passaggio del tempo, nuove esigenze: nell’AdS l’aggiornamento del ‘’mansionario’’ non crea problemi, c’è il giudice pronto ad aggiustare il tiro, ritoccando il decreto iniziale;  nel mandato i mutamenti di sostanza, le crepe esistenziali sopraggiunte, quali affioreranno via via che gli anni passano, esigerebbero   l’offerta di sempre nuove istruzioni operative: con un mandante appannato mentalmente tuttavia, proprio per definizione, non più in grado ormai di fornirle.

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