Elvira Reale e Gabriella Ferrari Bravo, Centro studi’ Protocollo Napoli’

L’Ordinanza di Cassazione n. 17903 del 22.6.2023 apre nuovamente ad una riflessione, per altro già avviata su queste pagine, sul rapporto tra l’autorità giudiziaria e il diritto dei cittadini e delle cittadine ad accedere liberamente alla cura del proprio benessere psicofisico.  Quest’ordinanza ribadisce un principio costituzionale di grande impatto sulla vita delle persone e la tutela dei loro diritti, in particolare del diritto a non essere conculcati nella loro scelta di libertà per la cura della propria salute.

Infatti, non si tratta della prima pronuncia del Supremo Giudice in materia di libertà delle cure, eppure i tribunali italiani da nord a sud (come messo in evidenza dall’inchiesta sulla vittimizzazione secondaria ad opera della Commissione femminicidio della scorsa legislatura) continuano imperterriti ad assumere comportamenti contrari all’ordinamento giuridico per quando attiene il tema della salute e dell’autodeterminazione.

L’ordinanza citata fa seguito ad altre due pronunce dello stesso tenore: la sentenza della Sez. I Civile, 01/07/2015, n. 13506 e l’Ordinanza, sez. I Civile, 5 luglio 2019, n. 18222.

Vai all’articolo completo pubblicato su PERSONA E DANNO il 30.8.23

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