La Regione Emilia Romagna ha approvato la legge regionale sul fine vita, terza regione dopo Toscana e Sardegna.

La legge regolamenta l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psichiche ritenute intollerabili. 

Sono previste quattro condizioni necessarie, che devono sussistere tutte insieme. La persona che chiede di accedere alla pratica deve essere in grado di prendere decisioni libere e consapevoli, avere una patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, ed essere tenuta in vita da «trattamenti di sostegno vitale» 

La legge prende le mosse da quanto stabilito dalla Corte costituzionale che ha individuato in coloro che si trovino in queste situazioni il profilo di chi può accedere al suicidio medicalmente assistito.

La persona deve aver ricevuto informazioni appropriate e complete sulle alternative disponibili, comprese le cure palliative.

La sussistenza di queste condizioni è verificata da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, con garanzie procedurali rigorose. 

Le decisioni in merito all’autorizzazione o meno al suicidio medicalmente assistito è affidato a una Commissione di valutazione multidisciplinare (CoVam) che agisce all’interno del Servizio sanitario regionale su base territoriale, ovvero per “Area Vasta”, a cui spetta anche la definizione e la verifica delle relative modalità di attuazione.

La commissione è composta dalle seguenti professionalità cliniche: medico palliativista, anestesista rianimatore, medico legale, psichiatra, medico specialista nella patologia di cui è affetto il richiedente, farmacologo o farmacista, psicologo, infermiere e, ove richiesto dall’interessato, può partecipare alla commissione anche il medico di medicina generale o altro medico di fiducia da lui indicato, esclusivamente con funzioni di consulenza.

La CoVam si avvale del parere, non vincolante, del Comitato Regionale per l’Etica Clinica (COREC), anch’esso multidisciplinare e istituito con delibera già nel 2024. 

La legge non fissa tempi rigidi entro cui la commissione deve dare il proprio parere alla richiesta del paziente, compatibili con la condizione clinica del paziente, senza ingiustificati ritardi. Tutta la procedura è gratuita per il paziente.

La Commissione di valutazione, inoltre, effettua una prima visita recandosi nel luogo in cui si trova il paziente e svolge colloqui con le persone eventualmente indicate dal paziente stesso.

Le attività connesse all’espletamento del suicidio assistito saranno svolte solo da personale su base volontaria.

Ogni anno l’Assemblea legislativa procederà a una valutazione di come viene applicata questa norma e dei suoi effetti.

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