In un incredibile caso di negligenza giudiziaria, un giudice del tribunale ordinario, sezione famiglia, ha dimenticato di emettere, al termine del deposito delle note di parte, un provvedimento che specificasse con chi la piccola Maria (nome di fantasia) dovesse trascorrere quest’anno il Natale: con il padre o con la madre.
La sua omissione ha gettato nel caos le festività di una famiglia già divisa, lasciando i genitori in balia di interpretazioni conflittuali, ripicche e prevaricazioni con il rischio di traumatizzate la piccola con l’intervento delle forze dell’ordine.
Come avvocata del padre, davanti a questa svista imperdonabile, mi sono recata personalmente in tribunale la mattina del 24 dicembre (avrei avuto altro da fare ndr) per verificare se il provvedimento si fosse magari perso nei meandri del pct, ma ho ricevuto, dagli sparuti impiegati presenti, tante “spallucce”: avvocato il dirigente è in ferie, io che posso fare, vada in quell’altro ufficio, che ci vogliamo fare e via dicendo.
Ho preteso allora che il magistrato fosse chiamato al telefono affinché rimediasse al suo errore. Ma niente. Ho atteso fino alle 14 l’invio della PEC che annunciava la decisione, ma niente! Niente!
Il giudice, responsabile di decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone, ha “dimenticato” un dettaglio cruciale, ma non avrà alcuna conseguenza per sé, mentre si sarà goduto il Natale con la sua famiglia in serenità.
Il sistema giudiziario italiano, dove errori grossolani come questo passano sempre per impuniti, è un colabrodo che nega giustizia lasciando le persone e le famiglie a pagarne il prezzo più alto.
La frustrazione è palpabile: vale ancora la pena battersi per i diritti dei clienti in un contesto dove i giudici non hanno mai colpa?

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.