Trattasi invero di una formula (a) che si trascina dietro le stigmate patrimonialistiche con cui la si è usata di solito; e (b) che nella “relazionalità” (bilaterale, mondana, talora da red carpet, da festa goliardica, più o meno coatta, da club londinese, da branco, da comitiva al barbecue, da Bel Ami, da spiaggia domenicale, da Facebook) finisce per scordare e lasciare lungo la strada le dimensioni di quel “ronzio quotidiano” a 360°, magari tacito e solitario, però vivo e fragrante, verdeazzurro, geműtlich, in cui sta la vera essenza del non-danno esistenziale.

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.