Prerogative emergenti

   Le più importanti oggi?

   Diritto al sostegno, diritto a non soffrire, al rispetto dell’orientamento sessuale, al supporto scolastico, a trattamenti civili prima della morte.

  Essere ascoltati, periodicamente, venire interrogati magari, senza arroganza, rispetto al proprio stato d’animo, ai piccoli malesseri   che affiorano. ’’Si trova bene qui, signora, c’è qualcosa che le manca, quei doloretti che diceva le sono passati, e il fischio all’orecchio, trascorre abbastanza tempo all’aria aperta?’’.

    Diritto all’altrui comprensione e tolleranza, perché no, riguardo alle proprie singolarità esterne, idiosincratiche, diritto a qualche premura nell’accoglienza, a una gentilezza di linguaggio ambientale; alle piccole storie di cortile, poi, al garbo nei contatti fisici, alla compagnia del proprio cane o gatto

  Diritto a non vedersi dare del tu, ruvidamente, in una casa di riposo o in ospedale; a non mangiare certe pietanze, troppo rustiche, a ricevere fuori orario parenti che abitano lontano.

  La cura del fisico poi, sul piano esterno: una voce che presenta anch’essa i suoi fardelli. Essere aiutati a mostrare un bell’aspetto, in presenza degli altri, spinti a serbare un corpo snello, flessuoso.

  Immagini gradevoli di sé, da offrire dentro e fuori casa: capelli ben pettinati, odore di lavanda, passamanerie ottocentesche, biancheria in ordine.  In vista, se del caso, di un’instillazione nel fragile del gusto di provvedere lui stesso, appena possibile, a soddisfare le sue necessità.

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