Si Γ¨ tenuto a Piacenza venerdΓ¬ 22 maggio, nella splendida cornice del Palabanca Eventi della Banca di Piacenza, organizzato da Diritti in Movimento, insieme con la Camera Civile degli Avvocati di Piacenza e la Fondazione Forense dell’Avvocatura Piacentina, il secondo atto del Convegno itinerante in onore del Prof. Paolo Cendon, “Amministrazione di Sostegno: il difficile equilibrio tra protezione e diritto all’autodeterminazione”.
In un’atmosfera molto partecipata, coinvolta e coinvolgente, scandita dalla riflessione, svolta in modo corale da Aline Cendon e da tutti i relatori ed intervenuti, sull’insegnamento di Paolo Cendon, Γ¨ stato presentato e messo a disposizione dei partecipanti il suo ultimo libro, edito da Ronzani Editore, “La qualitΓ della vita. Tutelare i diritti dei piΓΉ fragili“, che ne compendia il lascito civile e scientifico, a valere quale suo testamento spirituale:
“A un primo sguardo, il danno esistenziale e l’amministrazione di sostegno appaiono figure ben distinte fra loro. … In realtΓ gli elementi in comune sono profondi. Un dato estrinseco Γ¨ che sono stati ‘inventati’ pressappoco nello stesso periodo, cioΓ¨ fra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso a Trieste. Soprattutto, ciΓ² cui si guarda Γ¨ pressappoco la stessa cosa, ovverossia la qualitΓ della vita di chi ha subito l’evento. … In ambedue le situzioni, …, abbiamo una persona che ha meno di quanto potrebbe e vorrebbe sotto il profilo delle attivitΓ realizzatrici che si trova a svolgere. … La misura immaginata dal diritto Γ¨ diversa nei due casi. Nell’amministrazione di sostegno c’Γ¨ l’offerta da parte dell’ordinamento di un ‘angelo custode’ che provvederΓ a soddisfare i bisogni nella misura del possibile; nel danno esistenziale c’Γ¨ un risarcimento, ma al centro di entrambi i casi c’Γ¨ … un non poter piΓΉ fare, non potersi piΓΉ procurare le cose di cui fanno uso corrente gli altri, o comunque quelle particolari, pur insolite e originali, che la vittima svolgeva prima dell’evento. Nel caso del danno esistenziale ci sono due antagonisti che si fronteggiano. In quello dell’amministrazione di sostegno i protagonisti sono tutti tendenzialmente alleati della vittima, ma in entrambi abbiamo una persona che non ride piΓΉ, che non puΓ² piΓΉ correre, che commette errori nelle moltiplicazioni, che non riesce a ricordare il suo numero di telefono“.
Gli ultimi due capitoli, di stretta ed intima autobiografia, raccontano il viaggio nella malattia ed il ritorno a casa, con l’ultima domanda rivolta a se stesso, che Γ¨ poi la stessa che tutti i fragili, e quindi tutti noi, ci poniamo “SarΓ di nuovo felice qui?“.
dalla quarta di copertina: Con una prosa limpida e partecipe, il volume delinea un ‘diritto gentile’, volto a valorizzare per quanto possibile l’aspirazione di ciascuno a realizzare se stesso. Un’ereditΓ imprescindibile che Cendon affida a giuristi, operatori sociali e cittadini, affinchΓ¨ la difesa dei piΓΉ deboli resti l’orizzonte ultimo della giustizia.

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