ARRIVA IL DDL DELEGA DI RIFORMA DELLE PROFESSIONI

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Dovrebbe arrivare domani in Cdm il provvedimento per riformare il sistema delle professioni sanitarie, puntando su formazione, valorizzazione delle competenze e revisione della responsabilità professionale. Tra le novità: trasformazione del corso di medicina generale in scuola di specializzazione, incentivi per i professionisti in aree disagiate, impiego flessibile degli specializzandi e introduzione stabile dello “scudo penale” per colpa lieve.

In un momento cruciale per il Ssn, segnato da carenze di personale, diseguaglianze territoriali nell’accesso alle cure e crescente disaffezione verso il lavoro nel pubblico, il Governo ha predisposto un disegno di legge delega, di cui Quotidiano Sanità ha potuto visionare una bozza, che punta a una riforma strutturale delle professioni sanitarie. Il provvedimento, collegato alla legge di bilancio 2024, rappresenta un tassello fondamentale per attuare quanto previsto dal Documento di finanza pubblica 2025 e mira a rimodulare l’intero impianto formativo, ordinamentale e responsabilistico delle professioni sanitarie, con l’obiettivo di renderlo più efficiente, inclusivo, attrattivo e rispondente ai mutamenti scientifici, tecnologici e sociali.

La proposta si articola in tre grandi ambiti: la ridefinizione dei percorsi formativi e delle competenze professionali, la promozione di misure strutturali per il rafforzamento del personale sanitario e, infine, la riforma della responsabilità professionale. In particolare, si prevede l’introduzione di nuovi incentivi per attrarre e trattenere i professionisti, la valorizzazione delle competenze mediante un sistema nazionale di certificazione, l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario e l’istituzione di nuove scuole di specializzazione. Accanto a questi interventi, il disegno di legge propone una riformulazione organica delle norme sulla responsabilità, con l’obiettivo di superare definitivamente l’incertezza giuridica e ridurre il ricorso alla medicina difensiva, rendendo stabile il cosiddetto “scudo penale”.

Infine, il testo prevede che l’attuazione delle deleghe avvenga senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, salvo esplicite coperture, e punta su un approccio incrementale, flessibile e adattivo, capace di rispondere in maniera concreta e pragmatica all’evoluzione delle professioni sanitarie e alle esigenze della popolazione.

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